Episodio 4: Campagna Elettorale / Libertà per tutti
Titolo Originale (Free for all)


Sceneggiatura di: George Markstein e Patrick McGoohan
Regia di: Patrick McGoohan
Prodotto da: David Tomblin
Attori Principali: Patrick McGoohan (Numero 6), Eric Portman  (Numero 2), Angelo Muscat (Maggiordomo), Rachel Herbert (
Numero 58), Rachel Herbert (Numero 2), George Benson (Impiegato dell'ufficio di collocamento), Harold Berens (Reporter), John Cazabon (Uomo nella Caverna), Dene Cooper (Fotografo), Kenneth Brenda (Supervisore), Holly Doone (Cameriera), Peter Brace (Primo Meccanico), Alf Joint (Secondo Meccanico).
Crew: Bernard Williams (Production Manager), Jack Lowin (Cameraman), Geoffrey Foot (Editore), Robert Monks (
Seconda Unità Cameraman), Albert Elms (Incidental Music), Gino Marotta (Assistente Direttore), Wilfred Thompson (Sound Editor), John Bramall (Regista suono), Eric Mival (Musical Editor), Doris Martin (Responsabile continuità), Kenneth Bridgeman (Stilista del set), Eddie Knight (Make-up), Pat McDermot (Parrucchiere), Masada Wilmot (Guardaroba), Brendan J. Stafford (Direttore della fotografia), Jack Shampan (Art Director), Rose Tobias Shaw (Direttore del casting).
Musiche: Cat And Mouse Nightclub Mechanical Band (
Albert Elms), Destruction and final report (Albert Elms), Mini Moke And Speedboat Escape (Albert Elms), Number 6 Encounters The General (Albert Elms), Number 6 Wins Village Election (Albert Elms), Off Beat Moods (Sidney Torch), Professor's Wife Outdoor Art Class (Albert Elms), Security Clearance For Board Members (Albert Elms), Villager's Examination Results Celebration (Albert Elms), Violent Capture Of Number 6 In Rover Cave (Albert Elms), Southern Hempshire (Jack Arel-Petit)
Prima Tv Assoluta: 20 Ottobre 1967 (ATV Midlands, Grampian).
Altre messe in onda: 22 Ottobre 1967 (ATV London, Southern Television, Westward, Channel, Tyne Tees), 26 Ottobre 1967 (Scottish), 27 Ottobre 1967 (Anglia), 9 Novembre 1967 (Border), 17 Novembre 1967 (Granada), 10 Ottobre 1983 (Channel 4).
Prima Tv Italia: 14 gennaio 1981(RAI 2)
Altre messe in onda Italiane: 23 Giugno 2003 (Italia 1)

Trailer: Il Numero 6 si candida per diventare il nuovo Numero 2.

Trama: Anche nell’inquietante ambiente del Villaggio, strano ma vero, sembra che si stiano per svolgere delle libere elezioni per le quali si cercano nuovi candidati, persone che sanno come presentarsi, soggetti che sappiano movimentare l’elezione per dare agli altri cittadini l’impressione di essere ancora in democrazia.
Inutile dire che il Numero 6, il quale è poco convinto da tutta quest’aria di festa che avvolge la campagna elettorale, viene coinvolto personalmente dal Numero 2 a presentarsi come suo antagonista per la sua carica. Il Prigioniero, afferrata immediatamente la situazione, si rende conto che, qualora la sua candidatura avesse veramente luogo, considerando le probabilità di vincere, verrebbe forse soddisfatta la sua necessità di sapere chi comanda il Villaggio, la misteriosa identità del Numero Uno.
Senza pensare che una volta a capo del Villaggio l’organizzazione di una fuga di massa sarebbe cosa facile. Forse troppo.
E così il Numero 6 si candida e nel primo discorso in campagna elettorale (di cui la folla sembra percepire solo il suono delle parole e non il loro significato), parla schiettamente, coinciso e diretto come sempre, ai cittadini (che d’altro canto quasi sembrano non rendersi conto dell’intera situazione), mentre una giovane ragazza che parla una strana lingua (probabilmente dell’est) gli viene affidata dal Numero 2e a sua disposizione fino al giorno delle elezioni.
Ancora una volta però il Numero 6 si rende presto conto di come il Villaggio, in cambio della candidatura si aspetti da lui che scenda a compromessi: in breve si vuole che il candidato parli ai cittadini di ciò che il sistema vuole. Il Prigioniero ovviamente rifiuta e tenta quanto può di fare resistenza, ma gli avanzati mezzi psicologici e scientifici di persuasione del Villaggio sanno essere molto convincenti anche in una mente come la sua.
E così il Numero 6, ridotto all’ombra di sé stesso (e spinto all’alcolismo per rendergli i nervi ancora più fragili), inizia tutt’un tratto a gestire la campagna elettorale in modo totalmente diverso da come aveva iniziato: promette cose assurde e fa discorsi senza senso- mentre la folla continua ad applaudire. Il giorno delle elezioni è una vittoria schiacciante, ma nel momento del trionfo egli si risveglia dallo stato d’ipnosi (la cui fine dell’effetto era programmata proprio per il giorno delle elezioni) ed inizia a comunicare freneticamente ai cittadini che tutti quanti adesso sono liberi di andarsene. Ma il Villaggio, il quale sperava in un cambio d’atteggiamento da parte del Prigioniero una volta al potere, riuscirà a fermarlo in tempo rimuovendolo dalla carica.

Giudizi: Interessante, molto interessante l’acuta analisi che l’episodio, scritto e diretto da Paddy Fitz (che altri non è che il nostro poliedrico McGoohan sotto pseudonimo) compie, non senza una punta d’ironia, sottolineando i punti deboli della moderna democrazia (manipolazione dell’informazione, ideali corrotti dal sistema e chi più ne ha più ne metta).
Prendiamo per esempio l’ascesa al potere del Numero 6, così determinato a far valere le proprie idee al principio e così asservito al Villaggio durante il periodo di campagna elettorale: non ricorda un po’ certe figure politiche della storia (e dell’attualità) che trovatesi di fronte ad un bivio fra ideali e compromessi hanno optato per questi ultimi per mantenere il proprio potere? Questo è quello che vorrebbe Il Villaggio dal Numero Sei, questo quello che lui rifiuta nel suo “risveglio” finale, nel quale si avvera un po’ la speranza finale dell’idealista, che ha finora appoggiato il suo candidato giustificando la sua demagogia, che finalmente può dirsi orgoglioso della sua scelta ed appagato dall’agire di colui che ha eletto.
Quanto questo desiderio sia utopico la destituzione del nostro Prigioniero dall’incarico finale ce lo mostra fin troppo bene.
Altro particolare a dir poco geniale è la scelta del linguaggio (così importante nelle distopie a partire dalla neolingua orwelliana) utilizzato dal Numero 6, dalla folla, dai giornali.
Prendiamo per esempio uno dei discorsi del Numero 6 post-ipnosi:

Numero sei: “molti vengono qui per negare che non possono soddisfare ogni concepibile desiderio in campo consumistico. Potrete prendere parte agli sport più emozionanti e lo farete, il costo è modesto.[…] qual è il vostro sogno? Dove volete andare? Inverno, primavera, estate o autunno, potrete averle quando volete. Rivolgetevi a me

“ma che diavolo dice?” verrebbe da chiedersi. Eh sì, il potere della parola è grande, cari concittadini, e l’oratore politico lo sa bene. Si esprime a slogan, parla con decisione mentre il contenuto dei discorsi passa in secondo piano per le masse che infiammate applaudono e ripetono fino alla nausea gli slogan (“Sei per Due, Sei Per Due”). Pensate a questa scena ogni volta che questo tipo di demagogia vi porta a porvi la stessa domanda della sottoscritta nell’attuale mondo politico.
E per concludere in bellezza il “Tally Ho”, il giornale del Villaggio ed il tanto discusso tema dell’informazione manomessa, incompleta, falsa , di parte (di qualunque parte) rappresentata con precisione in un’intervista al Numero 6 nella quale le risposte del Prigioniero vengono completamente sconvolte e reinventate di sana pianta dal giornalista. Un tema, quello dell’informazione manomessa tipicamente anti-utopico (come dimenticare la “correzione” degli avvenimenti passati nei giornali d’archivio per modificare la storia secondo il volere del regime al quale è addetto Winston Smith, l’eroe del 1984 Orwelliano?) e inquietantemente attuale nei confronti del quale Free for All (che ricordiamo è del 1967) sembra avvertirci di tenere gli occhi aperti, poiché l’informazione può essere un’arma più forte di ogni prepotenza.
Ennesima conferma della genialità dell’idea di McGoohan.

Valutazione:

Foto della sigla: Clicca qui
Foto dell'episodio: Clicca qui

 
 

  <             > 

 

Pagina Principale
«

Statistiche web ,contatore accessi sito , counter web invisibile