|
“oh, brave new world
that hath such people in ‘t!”
[“oh, ammirevole mondo nuovo,
nel quale vive cotanta gente”]
Shakespeare, the Tempest
Centro di Condizionamento
londinese. Il Direttore del Centro D’Incubazione e Condizionatura sta spiegando
ad un gruppo di fecondatori le magie del Processo Bokanowsky, mentre in
uno stemma si legge il motto dello stato mondiale
“Comunità, Identità,
Stabilità”.
Intorno a noi una marea di incubatori nei quali, dagli ovuli
nascono gruppi di gemelli (minimo venti a volta) già suddivisi secondo la casta
che si porteranno dietro per tutta la loro vita (magie del Processo
Bokanowsky appunto).
Alfa, Beta, Gamma, Delta, Epsilon.
Ed ecco Londra, anno di Ford (il quale, essendo stato il profeta
della nuova religione industriale da quando è uscito il modello “T”, ha
sostituito Dio –Lord-) 632. I bambini oramai nascono solo in provetta e solo nel
centro apposito. Appena nati, i bambini vengono condizionati mentalmente ad un
certo livello d’intelligenza secondo le regole ed il posto che gli è stato
assegnato dalla comunità. Per quanto riguarda gli adulti, anche se rimanere
incinta è una vergogna (ma tutto si rimedia con l’apposita pillola) del sesso
oramai se ne abusa così tanto che l’atto eroico è svuotato di ogni sentimento (i
primi giochi erotici li fanno i bambini di sei anni). Gli uomini parlano di
“provare le ragazze” e le ragazze stesse si vantano di essere “pneumatiche”,
quasi fossero auto. Per tutto il resto c’è il soma, una droga sostituto
di tutte le passioni umane.
Un neo in questo meccanismo perfetto? Bernard Marx.
A Bernard da fastidio che si parli di donne come di pezzi di
carne, è timido, gli da fastidio tutto quell’abusare del sesso nonché i
condizionamenti ipnopedici che riconosce al volo nelle parole degli altri.
Bernard, un classe Alfa-plus venuto male, condizionato a metà e cresciuto la
metà degli altri, un uomo che non ha il fegato di opporsi pur sentendosi
diverso.
Se non si fosse conformato alla svelta per lui ci sarebbe stato
l’esilio. Gli conviene perciò fare qualcosa. In primis trovare una
ragazza. Lenina.
Per stupire Lenina, ragazza pneumatica che a lui piace pur non
sopportandone i condizionamenti mentali, egli decide allora di portarla in
visita alla Riserva di Selvaggi nel Nuovo Messico, uno dei pochi luoghi dove non
i vive come nel resto dello Stato Mondiale, dove si adora ancora un Dio (un
Lord, non un Ford), dove i bambini hanno ancora una madre e
soprattutto ognuno vive le sue emozioni (anche quelle più dolorose) senza
soma.
I due non sanno che proprio in quella riserva anni prima era
stata abbandonata Linda. Proviene dallo Stato Mondiale ed ovviamente, essendo
stata lasciata alla riserva incinta, essendo sprovvista di pillola è diventata
madre. Le selvagge la isolano poiché non ha marito, il resto del mondo non la
rivuole poiché essere madre è sconveniente. In più il Nuovo Mondo non conosce
(ed ha paura) della vecchiaia che lei, priva di pillole ricostituenti, non ha
potuto evitare.
Suo figlio, John, conosce la letteratura, è intelligente ed è
cresciuto col mito del “Mondo Fuori”. Si trova bene con Bernard perché entrambe
non si sentono a proprio agio nella loro società, frai due sicuramente il più
idealista ed ottimista è il selvaggio- difatti certe sue posizioni Bernard non
le capisce molto. Questo un esempio di una loro conversazione:
John:
“Solo, sempre solo”
Bernard
“anch’io, terribilmente solo”
John
“Anche voi? Io credevo che nel vostro mondo…voglio dire Linda
affermava sempre che laggiù nessuno mai era solo”
Bernard
(arrossendo): “vedete, io sono un po’ diverso dalla maggioranza,
se non erro. Se uno si trova ad esser stato travasato differentemente…”
John
(facendo un segno d’approvazione) “già, ecco. Se uno è diverso è fatale che sia
solo. Si è trattati in un modo bestiale…”
Ed è così che il debole
Alfa-plus venuto male coglie l’occasione di riportare Linda nel luogo da dove
proviene insieme a suo figlio che tanto lo desidera. Non lo fa certo per
generosità, in realtà vuole farsi vedere, vuole dimostrare che anche lui è
qualcuno e lo vuole fare studiano John e il suo comportamento.
(Decisione fallimentare- caro Bernard!)
Tornata nel suo mondo, Linda ritrova il soma e se
ne intossica- è continuamente in viaggio, troppe sono infatti le sofferenze che
ha passato per farne a meno. Inoltre ritrova il padre di John (sorpresa! Si
tratta nientepopo-di-meno-ché del Direttore Del Centro D’incubazione in persona
che respinge l’accusa di paternità, ha paura del corpo di vecchia di
Linda e si dimette immediatamente dalla sua carica) e questo le fa aumentare la
dose di soma che preso la uccide.
Bernard intanto vive il suo momento d’oro. Le donne lo vogliono,
gli uomini lo invidiano. I suoi rapporti con John li riporta direttamente a
Mustapha Mond, uno dei controllori mondiali.
A John invece manca la sua vecchia vita. Con la morte di Linda
muore la sua idealizzazione del mondo fuori la riserva. “Voglio Dio, la poesia,
il pericolo vero, voglio libertà, bontà, peccato!” dice con l’irruenza tipica
della gioventù a sua fordità Mustapha Mond, “Allora vuoi l’infelicità”
gli viene risposto. Oramai però è quello il mondo che egli ha scelto per sé. Un
mondo del quale egli aborrisce le donne che si spogliano davanti a lui (“cortegiana
!” urla contro Lenina utilizzando le parole di Shakespeare che conosce a
memoria), odia il soma che gli ha ucciso la madre…giorno dopo giorno
aumenta la sua sofferenza. Istiga gli altri uomini alla libertà, inizia a dare
di matto tanto che a causa sua, Bernard, per lui responsabile, viene esiliato-
provvedimento che da tempo doveva essere preso nei suoi confronti. Gli altri lo
scrutano, lo studiano fino ad ossessionarlo, lo riempiono di rimpianti e paure
facendolo rimanere di nuovo solo con una sola via d’uscita: uccidersi.
Distopie a confronto: Il Prigioniero e Brave New World:
Ipnopedia, il sogno di molti. Non solo una quantità non
indifferente di nozioni può radicarsi nella tua mente senza molto sforzo, ma
addirittura si possono modellare e controllare le personalità fino a creare una
società perfetta, felice perché omogenea. È il fantomatico Generale
dell’omonimo episodio de Il Prigioniero che conosce bene questo
meccanismo, Huxley ce lo prospettava ben settantuno anni fa (il libro è del
1933, l’anno in cui Hitler sale al potere) mostrandoci un mondo
sbalorditivamente profetico e simile all’odierna società del “Nord del mondo”
con tanto di selvaggio anelante a vivervi.
Dov’è la libertà?
Che dire poi del sesso, oppio della società? Una previsione a dir
poco azzeccata del bombardamento mentale che al giorno d’oggi subiamo, il mix di
sesso e sentimentalismo che invade le moderne pubblicazioni, le fiction ed il
cinema, atti a distogliere la gente dal pensare con la propria testa, atti a far
sfogare emozioni e paure della gente un po’ come col soma. Non capita
spesso di questi tempi di trovare un qualsiasi prodotto televisivo,
cinematografico o della moderna editoria immune da banali storie d’amore, di
tradimenti, di sentimenti o di letti, addirittura il commercio guarda con
sospetto i prodotti artistici che non comprendono tali aspetti perché sono
quelli che facilitano vendita e diffusione (anche l’arte deve sottostare alle
leggi di mercato nel mondo di Ford) . A parer mio difatti uno degli aspetti che
fanno onore al Prigioniero è la mancanza in quasi tutti gli episodi di
sentimentalismo (tranne Do Not Forsake Me, Oh My Darling, ma quella è
un’altra storia), per non parlare del sesso- Numero Sei (come a suo tempo era
stato John Drake in Danger Man) non è uno OO7 costantemente circondato da
Bond Girls, non è questo che interessa né a lui né allo stesso McGoohan,
seppure gli episodi sono coevi alla Summer Of Love ed all’atmosfera di
libertà di costumi pre-sessantottina.
“Voglio Dio, la poesia, il pericolo vero, voglio libertà, bontà,
peccato!” parole di John queste che Numero Sei sicuramente approverebbe. Come il
Prigioniero non si sente e non sarà mai un numero, John non è stato
condizionato, non appartiene né a qualcuna delle cinque caste né la sua famiglia
è originaria della riserva di selvaggi, egli nasce diverso dagli altri e
anela ad uccidere la propria diversità ed essere accettato, ma quando giunge in
un mondo dove tutti sono veramente uguali (omologati) continua a sentirsi
diverso e questo lo inorgoglisce e lo fa resistere fin da ultimo quando egli si
vedrà perso e braccato da tutti e perderà la voglia nonché la forza di andare
avanti. Il proprio individualismo, a contrario di Bernard che tenta in tutti i
modi di stare alla pari degli altri, lo rende un eroe tragico, ma lui non vi
rinuncia, non si conforma al Nuovo Mondo (o al Villaggio se preferite) anche se
sa che ciò gli costerà la solitudine.
Il Numero Due in questo caso è sua fordità Mustapha Mond,
davanti al quale John difende la propria insoddisfazione. Riprendendo
l’emblematico colloquio sopra citato tra lui e John e la risposta che il primo
da quando orgogliosamente il selvaggio afferma di reclamare il diritto di essere
infelice (“Per non parlare del diritto di invecchiare ed imbruttire e diventare
impotente, il diritto di avere la sifilide e cancro, il diritto di soffrire la
fame, il diritto di essere pidocchioso, il diritto di vivere preoccupandosi
continuamente di quello che sarà il domani, il diritto di prendersi il tifo, il
diritto di essere torturato da dolori indicibili di ogni tipo”), vediamo come i
due non si comprendano.
Ovvio, le cose che il Mondo Nuovo offre sono molte e vantaggiose,
ma la libertà così per John come per il Numero Sei non ha prezzo.
Redazione articolo: Meltea A. G. Keller
|