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Londra, di nuovo Londra, una Londra cupa, cambiata, ridotta a mero capoluogo
marginale di una delle zone più periferiche della grande nazione oceanica si
apre di fronte ai nostri occhi mostrandoci una dittatura, quella del Socing
(Socialismo Inglese), una società controllata dall’alto tramite onnipotenti
teleschermi ed un gran faccione, quello del Grande Fratello (del quale non
conosciamo altro che la faccia) che troneggia e ti guarda da ogni parte tu tenti
di voltarti ripetendo fino alla noia i tre slogan basilari per il sistema: “La
Libertà è Schiavitù”
“La
Guerra è Pace”
“L’Ignoranza è Forza” Anno
Domini 1984. Il
mondo è oramai suddiviso in tre grandi nazioni (oltre all’Oceania, L’Estasia e
L’Eurasia) continuamente in guerra fra loro. La popolazione in Oceania
(territorio in passato più o meno composto da Stati Uniti, Inghilterra più i
territori del Commonwealth) è un composto omogeneo di Alti Funzionari, persone
inafferrabili, più o meno notabili di partito, prolet, poveri ed
ignoranti che si nutrono di show alla tv, di canzoni scritte da robot secondo
schemi prestabiliti e di mezze verità dettate dall’alto, e i funzionari che
svolgono missioni di minore importanza all’interno dei quattro ministeri più
importanti. Ed
ecco Winston Smith, incasellato in quest’ultima “categoria” che svolge le sue
mansioni all’interno del Miniver (termine in neolingua- una lingua schematica
promossa dal partito- che sta ad indicare il Ministero della Verità).
Professione? “Correggere” i quotidiani d’archivio. Sì, poiché, vedete anche il
passato e la sua memoria vanno adeguate se qualcuno- qualche notabile- cade in
disgrazia nei confronti del Grande Fratello (o se l’Oceania finisce la guerra
contro una delle altre due potenze e dichiara guerra a l’altra). Winston ha perciò un grosso problema. Non conosce il passato e non conosce
neanche gli avvenimenti che ha vissuto personalmente. E, a contrario degli
altri, ne è perfettamente consapevole e la cosa lo inquieta non poco. In
più a questo il partito ha compiuto un errore fatale: nell’appartamento dato in
dotazione a Winston è situata una fessura nel muro dove non arriva l’occhio
delle telecamere del Grande Fratello. Là Winston tiene un diario. Chiunque di
voi tenti di aprirlo vi vedrà scritto in alto a lettere cubitali quattro parole
scritte con calligrafia incerta, ma di significato chiaro e lampante: “Abbasso
Il Grande Fratello”. Winston un sovversivo? È più esatto dire che da qualche tempo a questa parte
egli si sente…strano. Non a suo agio. Intanto però partecipa alla vita sociale,
parla coi suoi amici di dizionari in neolingua, si comporta da perfetto
funzionario, sfoga il suo odio verso Goldstein (il terrorista dalla barba
caprina e gli occhi porcini nemico giurato del Grande Fratello i cui video
vengono mostrati alla gente dal sistema per far sfogare il loro risentimento)
nei Due Minuti D’Odio …tutto normale, dunque, per ora c’è solo quel
diario e un mucchio di pensieri. Questo fino all’incontro con Julia. Il
sesso e l’amore non sono ben visti dal partito per gli alti e i medi funzionari,
neanche per le coppie sposate (che però devono, poiché si tratta del
“loro dovere verso il partito”), mentre sono l’oppio dei prolet (frai
quali molte donne, anche anziane, fanno le prostitute). Julia è nella Lega
Femminile Anti-Sesso, veste una cintura di castità grande quanto una panciera e
sembra una delle sostenitrici più aggressive del sistema. Perciò Winston si
sorprende non poco quando, nel bel mezzo di una folla, ella gli passa un
biglietto con su scritto papale papale “I Love You”. Ed è
così che iniziano gli incontri clandestini fra l’audace e spudorata Julia (che
finalmente mostra la sua vera essenza di spensierata fanciulla che sovverte il
sistema quasi per gioco) ed il nostro pensieroso Winston. Prima si vedono in un
luogo segreto trai campi, poi in una piccola stanza sopra un negozio
d’antiquariato non controllato. Winston ama quel negozio e quella casa così
antica poiché, vedete, più va avanti più che il passato che non conosce lo
ossessiona insieme a tutta una serie di domande alle quali cerca risposta: con
chi è stata in guerra l’Oceania in passato? Cosa
c’era prima del Socing? Perché il partito si oppone a far sì che Julia e Winston esternino il loro
amore? E
cosa significano i tre slogan di partito? Winston sa bene che le risposte che cerca sono nel Libro, il libro per
antonomasia, quello scritto da Emmanuel Goldstein in persona. E desidera adesso
leggerlo più di ogni altra cosa al mondo. Desidera opporsi, anche se non sa
come. Spera nei prolet. Ciecamente. Spera che si risveglino. Spera in O’Brien. Sì, probabilmente anche il suo superiore al Ministero della
Verità è in realtà un infiltrato di Goldstein. Winston è ansioso, ce la fa ad
ottenere un rendez-vous (nel quale coinvolge la povera Julia non molto
convinta) e parla dei suoi dubbi e del suo desiderio di entrare nelle schiere di
Goldstein all’uomo che lo ossessiona, il quale in tutta risposta gli porge
finalmente il famoso libro. Un libro di risposte. Ma
la libertà non dura molto al nostro Winston, ben presto scoprirà di essere stato
tradito, ben presto si ritroverà insieme a Julia nei sottosuoli del Miniver dove
lo stesso O’Brien (il quale, è vero, lavorava per Goldstein, in quanto Goldstein
è non solo il modo in cui il partito fa sfogare le sue paure, ma anche una buona
esca per scovare i sovversivi) torchia in tutti i modi possibili. Winston non
resisterà all’infinito. Verrà decomposto pezzo per pezzo grazie alle torture
scientifiche di cui O’Brien si serve, e non ne rimarrà niente di lui,
probabilmente l’ultimo uomo in Europa, neanche il suo amore per Julia.
Distopie a Confronto: Il Prigioniero e 1984 Diciannove anni di differenza e la guerra fredda di mezzo (che Orwell purtroppo
non fece in tempo a vedere), e gli anni ’60, il boom economico e la beat
generation. Il mondo cambia padroni, cambia orientamento e mentalità negli
europei, Times Are A-Changing per dirla con Bob Dylan,…Eppure…eppure sui
teleschermi Britannici compare questa strano mondo distopico, le cui affinità
col mondo orwelliano sono così inquietantemente evidenti da incutere il
lettore/telespettatore dubbi per quest’atmosfera di nuovo e da farlo di nuovo
riflettere sulla sua condizione di uomo libero. Al
posto di Winston il futuro Numero Sei. Trai due protagonisti una differenza
abissale. Diverso è il loro carattere (al primo così integro e sicuro di sé si
contrappongono i numerosi dubbi e le paure dell’altro), diversa è la loro
posizione sociale (il primo, uomo in vista nel Servizio Segreto, conosce
probabilmente delle informazioni preziose, l’altro semplice impiegato di
informazioni ne vorrebbe), diverso il loro modo di agire (Numero Sei al posto di
Winston non avrebbe mai preso la decisione di entrare nelle schiere di Goldstein
e se guarderete l’episodio It’s your funeral concorderete con me), simile
è però il loro modo di resistere strenuamente, di distinguersi a loro modo dagli
altri, di scoprire chi è che fa girare il mondo. Ed
ovviamente anche il questo caso vi sono prigionieri e guardiani. Nel
primo gruppo, oltre ai prolet, quella che al giorno d’oggi prenderebbe il
nome di “popolazione omologata”, quella che fa più specie in realtà è la classe
di mezzo orgogliosa di essere diversa dai prolet senza arrivare a capire
come essi stessi non sfuggano al controllo del Socing trai quali i più a rischio
sono le menti giovani (i bambini) che spesso arrivano a denunziare i propri
genitori alla Psicopolizia. Al
secondo gruppo appartiene O’Brien, il quale nel Villaggio porterebbe sicuramente
il Numero Due, la figura del Grande Fratello e, come scopriremo in seguito, lo
stesso Goldstein. La loro è una dittatura di pensiero in certi casi molto più
palese (non meno pressante però) di quella del Prigioniero, ma i mezzi per
mantenerla in pochi casi divergono. Ed
ecco che ritroviamo i televisori, tornano gli slogan senza senso torna la lingua
semplificata fino all’osso (ironicamente simile al cosi detto odierno
“linguaggio dei cellulari” fatto di abbreviazioni e sigle) le telecamere
(ovunque) e giornali manipolati (non vi viene in mente il Tally Ho?) nel mondo
alla luce del sole, mentre nei sottosuoli del Miniver hanno luogo le peggiori
torture psicologiche, ognuna con uno scopo ben preciso fino alla tortura finale,
lo sfruttamento della fobia più grande della vittima per fargli perdere ogni
affetto per altri che non siano il partito. Il
Socing si prende tutto da Winston. Non sarà così per Numero Sei, il quale
avrebbe sicuramente riconosciuto in Winston una mente libera da prigioniero
sottomesso, esattamente come nel caso della Torre di “Checkmate”. E forse è
proprio in questo che si nota il segno dei tempi: al pessimismo finale di Orwell
si contrappone il Prigioniero mostrandoci come sia cosa dura mantenerci liberi,
ma non impossibile. Poi,
come sempre, si tratta solo di scegliere.
Redazione articolo: Meltea A. G. Keller
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